Rocco

Un anno e mezzo fa circa, leggo un annuncio di un’associazione di volontariato da me conosciuta, che regalava cuccioloni “oversize” derivati da un incrocio tra Dogo de Bordeaux e Alano, un tenero batuffolo che a 2 mesi pesava già 19 chili!

Io e mio marito, approfittando del fatto che stavamo trasferendoci in una casa più grande e che soprattutto lui ama i cani di grande taglia, telefonammo, ci accordammo ed eccoci a casa con questo cucciolone immenso.

Rocco appena arrivato si ritrovò in compagnia con altri cagnetti meticci di mia madre che tra loro avevano fatto branco e che cercarono di sottometterlo.
Tutto sembrava andare bene fin quando un giorno, mentre era in passeggiata al guinzaglio con mio marito, Rocco è stato attaccato da un altro molosso libero, senza guinzaglio ne museruola.

Dalla descrizione di quanto accaduto fatta da Francesco, mio marito, sembra che Rocco si sia messo davanti al papà umano e davanti ai due meticcetti in passeggiata con lui, come per difenderli ed iniziò a combattere con il pitt bul, tra l’altro di grandi dimensioni, con un piglio da veterano, da combattente consumato, cosa che scosse profondamente mio marito. Fortunatamente, a parte molti tagli, a nessuno successe nulla di più grave.

Dopo qualche giorno, mentre andavo in passeggiata sulla spiaggia con dei cari amici che hanno una pit bull dolcissima e vecchietta, Rocco si gira la attacca. Stavolta fu molto più determinato tant’è che per separarli (vi faccio presente che era il mese di febbraio) con tutta la mia forza mi carico in braccio Rocco, che all’epoca era arrivato a pesare 60 kg, con in bocca l’altro pit e li butto in mare, sperando che per non affogare l’avrebbe alla fine lasciata, e così infatti andò. Fortunatamente la cagnetta si salvò!

Da qui è iniziata la nostra disavventura. Rocco, forse a seguito di queste vicissitudini, era diventato irriconoscibile, aveva cambiato sguardo e quegli occhi così adirati mi mettevano tanta, ma tanta paura, anche perché ho una bimba di 4 anni.

Cominciava ad assumere atteggiamenti strani, aggressivi e diffidenti, tanto che chiamai una cinofila della Polizia, nostra conoscente, che, dopo la mia descrizione di quanto stava accadendo, mi fa: “questo è un cane molto pericoloso, io ti consiglierei di chiuderlo in un bel recinto e stai attenta con la bimba, che potrebbe succedere anche qualcosa di grave!”

A questo punto, con il panico che mi attanagliava la gola, contatto la mia amica Rosanna Cabasino, che molto seraficamente mi tranquillizza e mi da il numero telefonico di un educatore cinofilo, suo amico, Andrea Cristofori.

Non appena lo chiamo e gli spiego la situazione Andrea mi scandisce queste semplici parole: “Dov’è il problema? Stiamo parlando di un cane di nemmeno un anno, la situazione si risolverà senza nessun problema, stai tranquilla”. Chiude così la telefonata dandomi un appuntamento presso il campo dove lavora.

Il giorno dell’appuntamento arrivo al campo con un ansia immensa e appena faccio scendere Rocco dalla macchina la prima cosa che fa è tentare di mordere Roberto, che poi, ironia della sorte, contribuirà molto alla sua felicità. Io mi sento distrutta, mortificata e spaventata. Ma Andrea mi rassicura dicendo che il percorso sarà positivo e Rocco diventerà un cane bravissimo.

Da quel momento non trascorse nemmeno un anno e Rocco si rivelò un cane dolcissimo, bellissimo e tenerissimo……..che io amo da impazzire….

Cosa posso aggiungere? Con questo breve racconto vorrei far sapere a chiunque si avvicina al mondo cinofilo, che non esistono cani cattivi, aggressivi o matti, come vogliono farci credere, ma che semplicemente esistono cani con i quali non abbiamo instaurato una buona comunicazione.

Ringrazio per questa nuova vita, i miei angeli custodi, Andrea Cristofori, Roberto, Donatella e Rosanna Cabasino, perché se non avessi avuto loro, non so oggi che fine avrebbe fatto il mio piccolo “Rocchino”.

Con questo chiudo e vi mando una pò di foto di Rocco con la mia bimba che ormai sono inseparabili🙂

Grazie a tutti.